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I Materiali Archeologici

Lo studio delle ceramiche decorate da incisioni, solcature, motivi excisi e con l'utilizzo di pittura di colore bianco, nero o rosso evidenzia i rapporti che le comunità neolitiche del Friuli ebbero con la Pianura Padana e la sponda orientale dell'Adriatico.

 

Dall'area padana abbiamo, infatti, tazze carenate tipiche della cultura di Fiorano, con tutta probabilità giunte nei nostri villaggi a seguito di scambi di materie prime, quali la selce dei Monti Lessini e le pietre verdi delle Alpi nordoccidentali.

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Tazza carenata di tipo Fiorano
ceramica
Ceramica di tipo Danilo dell'Adriatico orientale

Le asce e le accette in pietra levigata, i bracciali-anelloni e gli scalpelli di Sammardenchia risultano infatti essere stati realizzati in buona parte con “pietre verdi” raccolte nelle Alpi occidentali, tra la Liguria e il Piemonte.

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Ascia e anellone in pietra levigata

Dal mondo orientale, soprattutto dalla costa adriatica, giunsero invece statuette e idoletti, ceramiche dipinte ed excise, oppure vasi cultuali. Le ricerche degli ultimi anni hanno evidenziato gli stretti legami che unirono Sammardenchia soprattutto con il gruppo di Danilo, una cultura neolitica che si sviluppò nella fascia orientale dell'Adriatico.

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Statuine in terracotta

Per quanto riguarda l'economia di queste popolazioni, sappiamo che i primi agricoltori friulani avevano orzo, frumenti di vario tipo, lenticchie, piselli e altre leguminose che venivano coltivate in piccoli campi cintati da siepi spinose. I terreni, una volta esauritasi la fertilità naturale, venivano probabilmente abbandonati e i villaggi spostati anche solo di qualche centinaio di metri.

Nel corso dei secoli questi piccoli spostamenti coprirono di resti neolitici ampie porzioni dell'alta pianura friulana. I resti vegetali carbonizzati rinvenuti all'interno delle strutture neolitiche hanno permesso di riscrivere la storia della nascita dell'agricoltura nell’Italia nordorientale.


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Un idoletto di tipo Danilo

Questi gruppi di coloni, che non sappiamo se giunsero dalla Pianura Padana o dalle coste orientali dell'Adriatico, costruirono villaggi anche articolati, protetti da fossati e palizzate e introdussero nella nostra regione nuove specie vegetali e animali.

L'enorme quantità di materiale archeologico ad oggi raccolto e la mole di dati scientifici acquisita rendono Sammardenchia uno dei villaggi neolitici più interessanti di tutta l'Italia settentrionale, evidenziandone la funzione di cerniera culturale tra mondo padano e ambiti balcanici.

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Insieme di ceramiche di tipo Fiorano

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